Indietro

Approfondimento

Leonardo da Vinci e il Movimento del Cuore

Nell'ottobre 1517 il cardinale Luis d'Aragona, col suo segretario, fece visita a Leonardo da Vinci nella sua casa nei dintorni di Amboise. Furono loro mostrati molti disegni, e il segretario così annotò:

Questo gentiluomo ha scritto di anatomia con un tale dettaglio mostrando con illustrazioni gli arti, muscoli, nervi, vene, legamenti, intestini e qualunque altra cosa ci sia da discutere nel corpo degli uomini e delle donne, in un modo che non è stato fatto mai da nessun altro. Tutto questo l'abbiamo visto con i nostri occhi; dice che ha dissezionato più di trenta corpi sia di uomini che di donne, di tutte le età. Ha scritto anche della natura dell'acqua, di diverse macchine e di altre materie che ha messo giù in un numero infinito di volumi tutti in lingua volgare, che se fossero pubblicati venderebbero molto bene e sarebbero molto godibili” (MacCurdy 1938).

I volumi “in numero infinito” furono presi in consegna da Francesco Melzi che li conservò come un tesoro fino alla fine della sua vita, ovvero per cinquant'anni fino al 1570, nella sua villa a Vaprio vicino a Milano.

I manoscritti anatomici attraverso Pompeo Leoni finirono in Spagna. Successivamente sentiamo nuovamente parlare di loro quando vennero scoperti a Windsor da Mr. Dalton, il bibliotecario del Re, che informò William Hunter, che nel 1784 chiese il permesso di esaminarli. Così commenta:

Mi aspettavo di vedere poco più di alcuni disegni di anatomia di quelli utili ai pittori nella loro professione. E invece vidi, con stupore, che Leonardo era uno studioso generale e profondo. Quando penso alle sue fatiche su ogni parte del corpo, alla superiorità del suo genio universale, alla sua particolare eccellenza in meccanica e idraulica, e all'attenzione con cui un tale uomo esaminava e guardava gli oggetti che disegnava, io sono pienamente convinto che Leonardo fosse nel suo tempo il più grande anatomico del mondo”.

Sebbene William Hunter sperasse di pubblicare incisioni di queste figure anatomiche, morì prima di fare ciò, e solo nel 1916 una simile pubblicazione fu completata.

I manoscritti conosciuti di Leonardo consistono di oltre 5000 pagine, la maggior parte di meccanica. Ci sono circa 190 pagine di anatomia delle quali circa 50 o l'1% del totale sono sul cuore.

L'approccio di Leonardo all'anatomia è essenzialmente quello di un illustratore. Un confronto con le figure anatomiche del suo tempo chiarisce che egli fu il primo a fare una rappresentazione naturale degli organi del corpo, inclusi molti del cuore.

Rispetto alla fisiologia il suo approccio era governato da tre linee di pensiero principali. Per prima cosa, accettava i principi fondamentali di Galeno ma li spogliò più che potè di tutto il loro occultismo. In secondo luogo, sostituì alle potenze occulte di Galeno quattro potenze meccaniche:

La gravità, la forza e ’l moto accidentale insieme colla percussione son le quattro accidentali potenzie colle quali tutte l’evidenti opere de mortali hanno loro essere e loro morte” (Ar 263, 151)

io ho composto le regole nelle 4 potentie di natura, sanza le quali niente per essa pò dare moto lochale a essi animali” (QA I.1)

Leonardo considerava che il calore, la base delle vita, emergesse dall'attrito prodotto da queste potenze. Dedicò molto studio al fenomeno dell'attrito con produzione di calore, nei liquidi e nei solidi. La relazione tra calore e vita è chiara in questa sua nota:

Dove c'è vita c'è calore; dove c'è calore vitale c'è movimento degli acquosi umori” (Codice Atlantico, 80) [NdT non ho trovato l'originale di questa frase].

Nella visione di Leonardo la funzione essenziale del cuore è di produrre il calore del corpo. Ciò è fatto dall'attrito del sangue dentro di esso, mentre è spinto dagli atri ai ventricoli, come il latte in una zangola del burro.

Il terzo grande principio della fisiologia di Leonardo era l'applicazione dell'analogia tra macrocosmo e microcosmo.

L’uomo è detto da li antiqui mondo minore, e cierto la ditione d’esso nome è bene collocata, impero chè, sicchome l’omo è composto di terra, acqua, aria, foco, questo corpo della terra è il somigliante. Se l’omo à in se ossi, sostenitori e armadura della carne, il mondo à i sassi, sostenitori della terra; se l’omo à in se il lago del sangue, dove crescie e discrescie il polmone nello alitare, il corpo della terra à il suo oceano mare, il quale ancora lui crescie e discrescie ogni sei oer per lo alitare del mondo. Se dal detto lago di sangue dirivano vene, che si vanno ramificando per lo corpo umano, similmente il mare oceano empie il corpo della terra d’infinite vene d’acqua. (MS. A 54)

Un tema a cui Leonardo dedicò grande attenzione fu il numero dei ventricoli del cuore. Secondo Galeno, accettato da Avicenna e Mondino, il cuore consisteva di due ventricoli nei quali la vena cava e l'arteria venosa (cioè la vena polmonare) si riversavano. Erano riconosciute due protuberanze, ritenute la destinazione di sangue superfluo o aria. Leonardo stesso dava grande importanza alla scoperta che, come dice:

il core à 4 ventriculi, coè dua superiori detti orechi del core, e dua inferiori a queli detti destro e sinistro ventriculo” (QA II.17r,x).

Leonardo scrive in modo esteso di problemi come:

perché furon facti li orechi alli ventrichuli del chore” (QA II.3,iv);

se la natura potea fare magiore il destro ventriculo / e lasciare il suo ventriculo superiore o no” (QA I.4v,i).

Discute la tesi Galenica dei due ventricoli dando il titolo “Risposta dell'avversario contro al numero delli ventriculi, dicendo quelli essere 2 e non 4”. E dedica un'intera pagina del manoscritto a provare “come li ventricoli superiori / non sono un medesimo ventriculo / colli ventriculi inferiori” (QA I,3).

In corrispondenza con questa discussione ci sono disegni che mostrano come si sviluppò la sua comprensione dell'anatomia degli orecchi, o atri, che culmina nel disegno in figura. Fu disegnato probabilmente nel 1513 verso la fine della sua vita.

Dissezione del cuore che mostra l'atrio destro, il ventricolo destro con la trabecola setto-marginale, la parte anteriore discendente dell'arteria coronaria, e il ventricolo sinistro, con i muscoli papillari e le corde tendinee attaccate alla cuspide aortica della valvola mitrale. (QA II,14)

 

Una grande parte della discussione di Leonardo è dedicata al tema della funzione degli appena scoperti orecchi o ventricoli superiori. Per Leonardo la loro funzione consiste nella contrazione, nel gettare il sangue nei ventricoli inferiori, e nella dilatazione mentre ricevono il sangue gettato indietro dalla contrazione dei ventricoli inferiori. In questo modo, il sangue veniva scaldato prima di essere distribuito attraverso i vasi sanguigni, sia arterie che vene, agli organi e ai tessuti del corpo.

[…]

Questo fallimento ha oscurato i progressi reali che fece. Come illustratore dell'anatomia cardiaca i suoi disegni reggono il confronto e bene con qualunque cosa fino agli anni recenti. Egli stesso, per come si vede dall'attenzione che ci ha dedicato, era interessato alla sua scoperta degli atri, come “ventricoli superiori” del cuore, e alla sua investigazione del movimento del sangue in vortici attraverso la valvola aortica.

Per i suoi risultati Leonardo merita sicuramente un posto maggiore nella storia della cardiologia di quello che gli è stato finora riconosciuto.

Le illustrazioni sono riprodotte per gentile concessione di S.M. il Re.

L'autore spera di produrre uno studio completo del lavoro di Leonardo da Vinci sul cuore nella forma di un libro.

* * *

L'originale di questo articolo si può trovare su PubMed Central (PMC).

Kenneth David Keele, come annunciava alla fine dell'articolo, pubblicò dopo poco un libro intitolato Leonardo Da Vinci: On Movement of the Heart and Blood (1952).

Ma non si fermò qui. Scrisse molti altri articoli e libri su Leonardo, tra cui in particolare i due volumi del Corpus degli studi anatomici nella collezione di sua maestà la regina Elisabetta II nel Castello di Windsor (1980-85) insieme a Carlo Pedretti (edizioni in inglese e in italiano), e il volume Leonardo da Vinci's Elements of the Science of Man (1983). Qui un'anteprima. E fondò la Leonardo da Vinci Society, di cui fu il primo presidente.

Keele era un cardiologo, pioniere della angiocardiografia moderna. È una tecnica diagnostica che consiste in una serie di radiografie del cuore e dei grossi vasi con l'iniezione di un mezzo di contrasto nel sangue. Fornisce immagini, e anche filmati, di questo tipo:

Insieme alla ecocardiografia, questa tecnica diagnostica permette oggigiorno di ottenere in breve tempo delle “anatomie” che Leonardo (e noi insieme) potevamo forse solo sognare, e invece sono diventate tra le cose normali che si fanno negli ospedali per curare le persone.

Kenneth David Keele, come ricorda il fratello, ebbe una vita familiare con felicità ma anche con tragedie. La prima moglie, Dorée, morì incinta di otto mesi insieme al figlio. Con la seconda moglie, Mary, ebbero tre figli: Caroline, Peter e Tony. Peter morì in un incidente stradale.

Annoto queste cose nella serie di articoli sul cuore perché sono cose importanti da sapere quando ci avviciniamo al lavoro e alla vita delle persone. Possiamo ragionevolmente credere che anche la vicinanza trentennale con Leonardo, che abbiamo imparato a conoscere per la sua umanità e dolcezza d'animo, lo aiutò a convivere con i dolori nel cuore.

Approfondisci questo argomento con i materiali di Reinventore

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Accettando questa informativa dai il consenso al loro utilizzo. OK Voglio saperne di più

Tradizione e rivoluzione nell'insegnamento delle scienze