I conduttori di elettricità

Otterden 1729 – è una mattina di luglio in Inghilterra, in un villaggio sulla strada tra Londra e Canterbury. Nella casa di campagna dei Wheler c’è parecchio movimento. Granville, il terzo figlio di Sir George (il padrone di casa), sta aiutando il signor Stephen Gray a fare un esperimento di elettricità.

Gray è un signore con più di sessant’anni. Più di vent’anni prima è stato un pioniere dell’elettrostatica: con un tubo di vetro e una piuma ha scoperto la repulsione elettrostatica (vedi “il tubo elettrico” PM febbraio 2012). Ma le sue ricerche non sono state pubblicate, perché il presidente della Royal Society, il grande scienziato Isaac Newton, ce l’aveva con lui. Così Gray è andato incontro a molte difficoltà e non ha più potuto pubblicare. Ha abbandonato le ricerche e vive in una casa di riposo.

Ma due anni prima Newton è morto, e Gray ha ripreso le sue ricerche con nuova energia. Granville Wheler, questo giovane scienziato, gli dà una mano.

Gray sa bene che il tubo di vetro, una volta strofinato e così caricato, attira i pezzettini di foglia d’oro o foglia d’ottone molto leggeri. Ma osservando ha notato qualcosa che agli altri era sfuggito. I pezzettini leggeri vengono attirati anche dal tappo del tubo, che non è stato strofinato. Sta scoprendo i conduttori elettrici, i materiali che conducono l’elettricità e le sue azioni. In qualche modo l’elettricità passa dal tubo a al tappo. Ha provato così a costruire tappi più lunghi, fino a un paio di metri, di diverso materiale. Ha notato che anche il filo da pacchi di canapa conduce l’elettricità, e oggetti appesi al filo attaccato al tubo elettrizzato diventano elettrici anch’essi.

Ora col giovane Wheler stanno sospendendo un filo di canapa ai fili di seta, per fargli fare un percorso molto lungo, duecento metri. L’apparecchio sembra un grande stenditoio per panni o una vigna. Essi non immaginano che il tubo di vetro possa avere “tale meravigliosa influenza” e che il filo da pacchi “possa portare l’attrazione elettrica a tali distanze prodigiose”...

Ma l’esperimento ha successo! Con il tubo di vetro a una estremità del filo, i pezzettini leggerissimi vengono attirati all’altra estremità! I fili elettrici, la rete elettrica, il telegrafo, moltissime invenzioni vengono da questo esperimento.

All’opera!

Possiamo ripetere l’esperimento anche noi, in tanti modi diversi.

Al posto del tubo di vetro, ci serve un palloncino lungo gonfio da strofinare con la lana, oppure un tubo di PVC (usato dagli elettricisti e dagli idraulici).

Al posto del filo di canapa (conduttore) sospeso ai fili di seta (isolanti) possiamo usare del filo elettrico, oppure una lunga “cannuccia” che ci possiamo fabbricare arrotolando l’alluminio da cucina (conduttore) e appoggiandolo su bicchieri o bottiglie di plastica (isolanti).

Al posto dei pezzettini leggerissimi di foglia d’ottone possiamo usare piccoli pezzettini di carta leggerissima, tipo quella usata negli imballaggi.

Come costruire la cannuccia, avvolgendo l'allumino da cucina sul tubo in PVC

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Articolo pubblicato nella rubrica “Spazzascienza” del mensile Piccolo Missionario nel novembre 2014.   Si tratta di una rubrica in cui ricostruiamo esperimenti e apparecchi dalla storia della scienza con materiali di recupero, salvati dalla spazzatura (da qui il titolo spazzascienza).
Per maggiori informazioni su questo argomento si veda “A distanze prodigiose“.

Aggiungi un commento (1) Commento

  1. Massimo | 25 dicembre 2016

    Grazie molte per queste interessantissime informazioni. Sono un elettrotecnico, ma questi cenni storici proprio non li conoscevo .Ho guardato con molto ineresse ed apprezzamento i filmati caricati in rete con i vari esperimenti ……sono meravigliosi BRAVISSIMI!!

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