Spazzascienza a la playa

Mileto, VI sec. a.C. – Il filosofo e matematico Talete aveva la sua scuola in questa antica città greca sulla costa dell’odierna Turchia. Ma spesso stava in spiaggia, dove usava la geometria per calcolare la distanza delle navi, e disegnava figure sulla sabbia.
Poi da sotto l’oleandro arrivava il suo allievo Anassimandro che piantava l’ombrellone e costruiva meridiane (orologi solari inventati dai babilonesi). All’ora giusta, tutti a fare il bagno! E mentre discutevano se l’acqua fosse il principio primo di tutte le cose, forse facevano anche esperimenti e giochi subacquei.
Alla fine della giornata guardavano il sole tramontare sul mare.

Seguendo il loro esempio, questa spazzascienza estiva propone un mix di esperimenti da fare al mare, nel cortile, in spiaggia, sott’acqua, in vacanza insomma!!! Le vacanze sono un tempo molto creativo, in cui si possono fare lunghe osservazioni, e inventare anche tanti esperimenti oltre a quelli proposti qui.

Il tappo di Talete

Ci serve: una bacinella, una sedia, un tappo metallico, acqua, un amico…  All’opera!

Seduti fermi come Anassimandro in figura, sistemiamo il tappo sul fondo della bacinella, in modo che sia nascosto alla nostra vista dal bordo della bacinella, “sotto la linea visuale”. Il nostro amico Talete allora aggiunge l’acqua a poco a poco, e mentre aggiunge, il tappo – sempre immobile sul fondo – comincia però a spuntare oltre il bordo, finché è visibile tutto quanto.

Che succede?

È il fenomeno della rifrazione della luce: tra aria e acqua i raggi di luce vengono deviati e danno un effetto deformante: il fondo della bacinella sembra alzarsi, e il tappo compare da “sotto la linea visuale”.
Alcuni secoli dopo, Cleomede capì che anche il sole e la luna all’alba e al tramonto subiscono lo stesso effetto del nostro tappo: sembrano “sopra l’orizzonte”, ma è un effetto della rifrazione! in realtà si trovano un poco al di sotto di esso!

L’ombrellone di Anassimandro

Ci serve: un ombellone (chiuso) o un bastone qualsiasi… All’opera!

Piantiamo l’ombrellone, o il bastone, nella sabbia o in un altro posto sempre assolato. Fatto! (se vogliamo, possiamo piantarlo inclinato verso la stella polare, ovvero parallelo all’asse terrestre…)

Che succede?

Ora dopo ora, giorno dopo giorno, l’ombra si muove e la punta disegna una curva sulla sabbia, che noi possiamo sottolineare facendo un piccolo solco lungo il percorso e piantando bandierine con segnata l’ora.

 

Il siluro pacifico

Ci serve: un palloncino lungo. Una siringa grossa (senza ago) o la canna dell’acqua in giardino. Spazzatura assortita…  All’opera!

Dobbiamo riempire d’acqua il palloncino lungo. Sarà un’operazione ingegnosa e laboriosa (ma divertente). Dobbiamo poi appesantirlo in modo che affondi, con bulloni, per esempio, ma non con cose appuntite. Possiamo anche applicarci delle piccole ali o alettoni. E poi possiamo giocare e sperimentare il lancio subacqueo, perché questo oggetto, sebbene così pesante da affondare, può “volare sott’acqua”.

* * *

Articolo pubblicato nella rubrica “Spazzascienza” del mensile Piccolo Missionario nel luglio-agosto 2013.   Si tratta di una rubrica in cui ricostruiamo esperimenti e apparecchi dalla storia della scienza con materiali di recupero, salvati dalla spazzatura (da qui il titolo spazzascienza).
Per maggiori informazioni su questo argomento si veda “Rifrazione e didattica“.

* Campi obbligatori

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