Le TV in bianco e nero

Presentiamo una pagina tratta dal progetto “Physics 2000”. Si tratta di uno dei primi progetti di divulgazione della fisica moderna su internet, sviluppato nel 1996 all’Università del Colorado a Boulder (qui) e tradotto in italiano nel 2003 (qui).

Questo progetto, curato da Martin Goldman, un fisico dei plasmi con un forte interesse per l’insegnamento, fondeva diverse caratteristiche dell’insegnamento: mostrare la connessione tra tecnologia moderna e ricerca fisica di base, usare diversi approcci personificandoli (come Galileo nel Dialogo), impiegare personaggi tipo fumetti o cartoni, preparare un testo leggibile a più livelli contemporaneamente… ma soprattutto sviluppare un’alta interattività facendo uso delle “applet”.

Le “applet” sono dei piccoli programmi, o applicazioni, integrate nella pagina web, che l’utente può “manipolare”, per esempio cambiando dei parametri o muovendo delle parti.
Riproduciamo qui una pagina di questo progetto, relativa al fascio di elettroni che, disegnando tanti puntini, compone l’immagine in movimento sulle TV in bianco e nero.

Allora l’immagine tv è fatta di puntini luminosi, ma come sono fatti?

Domanda interessante. Dentro alla tua TV c’è un tubo a raggi catodici. Il catodo è una lastra carica negativamente che viene scaldata in modo da accumulare sufficiente energia per poter emettere elettroni. Gli elettroni vengono accelerati verso una lastra carica positivamente, chiamata anodo.

Che c’entra con i puntini?

Ci sto arrivando. Il fascio di elettroni superato l’anodo percorre il resto del tubo e colpisce l’interno dello schermo televisivo, che è ricoperto con granelli di fosforo. Il fosforo diventa luminoso se viene colpito da elettroni. Quando gli elettroni colpiscono lo schermo, il fosforo si illumina. Questi sono i puntini di cui parlavamo prima.

Quindi è il fascio di elettroni, per mezzo del fosforo, che genera le immagini che vediamo…

Sì. Il fascio di elettroni viene focalizzato in tempi diversi in parti differenti dello schermo. Come abbiamo visto negli esperimenti precedenti, il fascio di elettroni attraversa lo schermo in linee. Dopo che le tutte le linee relative ad un’immagine sono state analizzate, il raggio passa alle linee dell’immagine seguente. L’immagine seguente differisce da quella precedente, e la persistenza della visione fa sì che le immagini si fondano e creino l’impressione del moto. Possiamo vedere tutto questo nell’applet relativa all”immagine sotto (raggiungibile cliccando sull’immagine e poi su “L’eredità di Einstein (Einstein’s Legacy), La TV e gli schermi a cristalli liquidi (TV screens), gli schermi delle TV in bianco e nero (Black and White TV screens)).

Chiaro! La persistenza della visione ci permette di ricostruire un’immagine da una successione di punti… e inoltre fa sì che le immagini si fondano l’una con l’altra per dare l’idea del movimento.

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