Il tubo elettrico

Philadelphia, 1747. In quel tempo gli Stati Uniti d’America non esistevano, c’erano “Tredici Colonie” dipendenti dall’Inghilterra.
E dall’Inghilterra un signore americano, il tipografo Benjamin Franklin, ricevette un regalo. Franklin aveva quarant’anni ed era molto attivo, aveva fondato la biblioteca e la caserma dei pompieri nella sua città.Il regalo era un tubo di vetro con cui fare esperimenti elettrici. Infatti, strofinandolo con la seta, il tubo “si carica” ed attira (o respinge) gli oggetti leggeri.
Benjamin Franklin si appassionò tantissimo agli esperimenti elettrici. Inventò il parafulmine e chiarì che c’è elettricità “più” ed elettricità “meno”. Diventò uno scienziato (inventò anche una stufa speciale e le pinne per nuotare) e poi un diplomatico. Franklin era un influente abolizionista della schiavitù e fu uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti d’America.

Il tubo di vetro appartenuto a Benjamin Franklin, ora conservato al "Franklin Institute" di Philadelphia, e un disegno del grande scienziato che fa volare oggetti leggeri con un palloncino.

 

PIU’  E  MENO

Franklin pensava che nella materia, ossia in tutte le cose, ci fosse una certa quantità di fluido elettrico in equilibrio.
Sfregare due oggetti tra loro disturba questo equilibrio e fa sì che un oggetto abbia fluido elettrico “in più” e l’altro “in meno”.
I termini carica positiva e carica negativa vengono da qui. Se strofiniamo un palloncino con una sciarpa di lana, diciamo che dopo lo sfregamento il palloncino è carico “meno” e la lana “più”.
Franklin faceva piccoli spettacoli elettrici per i suoi amici, e anche noi possiamo farli, magari a una festina di carnevale.

ALL’OPERA!

I materiali semplici che servono per questi esperimenti

 

Materiale: Un palloncino lungo; oppure un tubo di PVC (da idraulico o elettricista); sciarpa di lana; bolle di sapone; tovaglioli, borsa di plastica del supermercato, un paio di forbici.

Attrazioni

Il nostro tubo o palloncino, strofinato con la sciarpa di lana, diventa carico “meno”, e attira gli oggetti leggeri. Per esempio, le sagome di omini di carta ritagliati dai tovaglioli. O i capelli.
E attira le bolle di sapone, che possiamo quasi “pescare” dall’alto (tirare indietro il palloncino in tempo, che se lo toccano scoppiano).

Repulsioni

Un effetto spettacolare si ha fabbricando delle bolle doppie, o multiple, a grappolo.
Quando il grappolo di bolle, attirato dal tubo, lo tocca, la bolla che lo tocca scoppia ma il resto del grappolo diventa carico e viene respinto, rimbalza via! Carico e carico si respingono. Possiamo quindi respingere il grappolo di bolle da sotto, e farlo galleggiare a mezz’aria.
Lo stesso effetto si può fare con un pezzo di sacchetto di plastica tagliato in tante striscioline parallele, e strofinato  con la sciarpa. Quand’è carico, le striscioline si dispongono come una stella.
È come avere la bacchetta magica. Ogni tanto bisogna strofinarla di nuovo con la lana. E quando si finisce, si può avvicinare il palloncino al muro, ci rimarrà attaccato.

 

* * * * *

Articolo pubblicato nella rubrica “Spazzascienza” del mensile Piccolo Missionario nel febbraio 2012 (per questo c’è il riferimento alla festina di carnevale).   Si tratta di una rubrica in cui ricostruiamo esperimenti e apparecchi dalla storia della scienza con materiali di recupero, salvati dalla spazzatura (da qui il titolo spazzascienza).

* Campi obbligatori

Aggiungi commento

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Proseguendo con l'uso del sito dai il consenso al loro utilizzo. OK Voglio saperne di più