La mia casa era sempre piena di gente

Presentiamo un breve testo di Benjamin Franklin, tratto dalla sua autobiografia (1791). Franklin racconta la sua iniziazione allo studio dell’elettricitià, grazie agli esperimenti con i tubi di vetro. Egli concepì anche una serie di esperimenti e gadget, come le campanelle elettriche o il motore elettrostatico, che senza dubbio incuriosivano e appassionavano.Amici e vicini condivisero l’entusiasmo, e uno di loro diventò “un dimostratore itinerante”, una figura presente al tempo anche in Europa (a loro si deve la diffusione degli studi sull’elettricità) e presente ancora oggi, per esempio nelle attività di musei e di gruppi come Reinventore che girano le scuole facendo esperimenti.

Nel 1746, trovandomi a Boston, vi incontrai un certo Dr. Spence, che era recentemente arrivato dalla Scozia, e che mi mostrò alcuni esperimenti elettrici. Li eseguì in modo imperfetto, poiché non era molto esperto, ma, essendo per me una novità, ugualmente mi sorpresero e mi piacquero. Poco dopo il mio ritorno a Filadelfia, la nostra libreria ricevette dal sig. P. Collinson, Fellow della Royal Society di Londra, il dono di un tubo di vetro, con qualche nota sul suo utilizzo per fare detti esperimenti. Ho entusiasticamente colto l’occasione di ripetere quello che avevo visto a Boston e, con molta pratica, ho acquisito una grande abilità nella loro esecuzione, sia di quelli di cui avevamo avuto nota dall’Inghilterra, sia di nuovi che aggiungemmo noi. Dico molta pratica, perché per un po’ di tempo la mia casa era sempre piena di gente che veniva a vedere queste nuove meraviglie.

Per dividere un po’ queste incombenze tra i miei amici, ho richiesto un certo numero di tubi simili di vetro soffiato alla nostra vetreria, con cui li ho riforniti, in modo che avessimo alla fine diversi esecutori di esperimenti. Tra questi, il principale era il signor Kinnersley, un vicino di casa geniale, che, poiché era disoccupato, incoraggiai a cominciare a mostrare gli esperimenti a pagamento, e organizzai per lui due conferenze, in cui gli esperimenti erano ordinati con metodo e accompagnati con spiegazioni, in modo che l’esperimento precedente aiutasse a comprendere quello che seguiva. Si procurò, per tale scopo, un’attrezzatura raffinata, in cui tutte le piccole macchine che avevo grossolanamente fatto per me, erano ben fatte da bravi artigiani. Le sue conferenze furono molto seguite e diedero grande soddisfazione; e dopo qualche tempo egli andò per le colonie, mostrando gli esperimenti in ogni città importante, e fece un po’ di soldi. Nelle isole dei Caraibi, per la verità, fu con difficoltà che potè fare gli esperimenti, a causa della generale umidità dell’aria.

La “ruota elettrica” di Franklin, costruita con materiali semplici. Si tratta del primo motore elettrostatico, che funziona tra due bottiglie di Leida, una carica (+) e una carica (–). Questo e molti altri esperimenti e giocattoli filosofici con l'elettricità statica furono pubblicati da GW Francis nel suo “Esperimenti Elettrici” (1850), ripubblicato da Jefimenko nel 2004.

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