Un albero alto in una bella giornata

Proponiamo un brano del fisiologo delle piante olandese Jan Ingenhousz, tratto dal suo “Esperimenti sulle Piante, scoprendo il loro grande potere di purificare l’aria comune alla luce del sole, e di guastarla all’ombra e di notte” pubblicato a Londra nel 1779.

È Ingenhousz lo scopritore, un po’ misconosciuto, della fotosintesi e della respirazione delle piante.   Nel suo capolavoro egli descrive oltre 500 “esperimenti” che numera come “sezioni”. Eglì capì, tra le altre cose, che sono le foglie la sede della produzione di “aria deflogisticata” (ossigeno), e che il processo va avanti alla luce del sole. Ingenhousz fornisce anche misure della quantità di “aria buona” (sempre ossigeno) prodotta dalle piante, dal salice al crescione. In figura un’immagine dell’erbario di Ingenhousz.

Il brano che proponiamo è un esperimento (una “sezione”) sulle misure quantitative.

 

Sezione X

Tutte le piante producono una maggiore o minore quantità di aria DEFLOGISTICATA nell’arco di una giornata se crescono all’aria aperta e NON ALL’OMBRA

La quantità di aria deflogisticata, e perfino la qualità della stessa, che le foglie delle piante producono, sembra essere diversa in piante differenti: anche se, in verità, ciò potrebbe dipendere in larga misura da alcune circostanze particolari, a cui non è facile essere sufficientemente attenti. Sembra, tuttavia, una regola generale, che le foglie di tutte le piante che crescono in un luogo in cui non sono molto oscurate da altre piante, edifici, etc., producono, in una giornata limpida, aria deflogisticata; e che questa aria venga prodotta in maggiore abbondanza, e con una maggiore purezza, quando queste crescono in luoghi aperti sgombri da piante più grandi da esse.

Ho ottenuto in generale una grande quantità di aria di ottima qualità da alcune piante acquatiche, a partire dalle Persicaria urens e dal salice piangente. Anche gli abeti hanno prodotto aria molto buona, e in abbondanza.

In generale, il Nasturtium Indicum li ha superati tutti in relazione sia alla quantità e sia alla qualità. Un centinaio di foglie di questa pianta, che sono molto sottili, hanno prodotto in due ore di tempo, così tanta aria deflogisticata  da poter riempire un bicchiere cilindrico di vetro alto 4 pollici e mezzo, e di un diametro di un pollice e tre quarti; la stessa quantità di aria si raccolse nuovamente dalle stesse foglie, senza tirarle fuori dall’acqua, vedi esperimenti 30-35. Questa quantità supera di gran lunga il peso della foglie stesse, e dimostra come sia stupefacente la quantità di aria prodotta da un albero alto in una bella giornata.

Poiché le foglie sono più o meno fitte, esposte per un tempo più o meno lungo prima o poi nel corso della giornata , questo provoca qualche differenza nella qualità e quantità di questa aria.

Sembra che, in generale, l’aria più buona si ottenga quando il sole ha superato il mezzogiorno.

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