Una curiosità ragionevole

Presentiamo alcuni brani tratti dalle Lezioni di di Fisica Sperimentale di Jean-Antoine Nollet, il celebre elettricista che eseguì molti esperimenti con la bottiglia di Leida. Nollet era molto abile nella costruzione di strumenti e dispositivi, e aveva una lunga esperienza come precettore. Portò entrambe queste esperienze nello sviluppo delle sue Lezioni con Esperimenti, di cui fu uno dei primi maestri.
Quando nel 1738 espose il suo “Programma per un corso di fisica sperimentale” fece perfino un catalogo ragionato degli strumenti che ritenva necessari – 345! – e cominciò a costruirli (e a venderli). Propose anche quattro leggi per gli “strumenti” dell’insegnamento della fisica sperimentale: 1° devono essere accurati ma non troppo costosi. 2° per facilitare l’uso regolare, il loro prezzo non deve aumentare per ornamenti superflui. 3° la loro costruzione deve essere semplice e solida. 4° deve essere possibile usarli molte volte.
Nelle sue Lezioni di Fisica Sperimentale, che cominciarono ad apparire nel 1743, Nollet riflette sul suo metodo di insegnamento. Le sue riflessioni sono sempre utili per chiunque si cimenti in
Lezioni con Esperimenti.

Esperimenti elettrici con bottiglie di Leida, dalle Lezioni di Nollet

Scrivendo le mie Lezioni ho seguito lo stesso Metodo che avevo seguito, quando le ho tenute a viva voce. In ogni Materia ho scelto quello che ritenevo più interessante, più nuovo, e che si poteva meglio dimostrare con Esperimenti. Io spiego lo Stato della Questione con tutta l’Esattezza e la Chiarezza di cui sono capace; io cerco nelle Origini, e prendo Nota degli Autori che sembrano aver trattato la materia con maggior successo. Poi lo provo con le Operazioni di cui mostro il Funzionamento, avendo Cura di togliere tutto ciò che è estraneo allo Scopo, affinché l’Attenzione non venga meno. Infine, metto insieme tutto ciò che ha una Relazione con la Questione stessa, o con i Fatti che porto come Prove; o dai Fenomeni della Natura, o dai Procedimenti delle Arti, o dalle Macchine che sono più in uso per le Comodità della Vita Civile.
Così ho sempre proceduto fin dalla prima apertura dei miei Corsi; e dopo aver accuratamente studiato i Gusto del Popolo in questo senso, non ho incontrato niente che mi obbligasse a cambiare questo Ordine, ma sono piuttosto persuaso, che ha avuto tutto il Successo che avrei potuto aspettarmi. Sono sempre stato convinto che i Princìpi che sono spesso abbastanza astratti, e che non possono essere appresi con successo senza una faticosa Applicazione, possono tuttavia essere facilmente insinuati nella Mente, quando sono così interrotti da Esperimenti coinvolgenti, che nello stesso tempo ci obbligano a riconoscere la loro Utilità e Verità.

Fin da quando ho cominciato a insegnare Filosofia Sperimentale sono stato convinto, che il più sicuro Metodo di ottenere Attenzione, e di stimolare subito le Idee necessarie, era come secondo la Massima di un famoso Poeta, di parlare agli Occhi per mezzo di Rappresentazioni sensibili. In Conformità a questa Verità, mi sono attrezzato con alcune Macchine che avevo inventato, per fare in modo che i miei Pensieri potessero essere compresi da coloro che avevano solo una modesta Dimestichezza con le Scienze, e per fare loro comprendere facilmente e molto presto alcune Nozioni, senza le quali non sarebbero facilmente entrati nello Stato della Questione, né avrebbero compreso le Prove che rendono stabile la Teoria.
Ma, siccome questi metodi non hanno Significato se non nell’Applicazione, e gli Elementi che li compongono non esprimono nulla se non quando sono utilizzati, sarebbe inutile darne una Descrizione. Sarebbe solo un moltiplicare Figure e Illustrazioni senza Necessità, che sono già fin troppo numerose.

Nollet non accumula esperimenti, ma li organizza in modo ragionato.

Un’altra ragione per cui non ho rappresentato in quest’Opera tutto ciò che può essere visto nella mia Scuola, è questo. Ero riluttante a introdurre più Esperimenti, di quelli sufficienti a dimostrare pienamente la Dottrina che contengono. Non ho mai voluto fare delle mie Lezioni uno Spettacolo per puro Divertimento, dove si possono vedere in scena, senza Disegno e senza Scelta, un grande Numero di Esperimenti adatti solo a soddisfare gli Occhi. Io credo di essere più capace di chiunque altro in Francia, di soddisfare i Curiosi con la Scelta e la Varietà delle Attrezzature di cui sono fornito, ma sono molto contento se uno venisse da me solo per vederle in Funzione; perché io confido sempre di trovare una Curiosità ragionevole nel mio Pubblico. Pertanto, di tutti i Fatti che io sono in grado di offrire per provare una Proposizione, ne uso solo un certo Numero che è sufficiente; e da questa Impostazione guadagno tempo per cose più necessarie, e ho Opportunità di variare molte volte le mie Dimostrazioni.

Ho seguito la stessa Idea nello scrivere le lezioni. Non ho progettato di sopraffare il Lettore con un superfluo Numero di Operazioni, così da fargli perdere di Vista la Dottrina che va stabilita, ma proponendo Fatti che degni della sua Attenzione, ho posto davanti a lui tali Prove che possano confermare la Conoscenza che ha già acquisito. In una Parola, sia alla prima apertura della mia Scuola al Pubblico sia nel produrre le mie Lezioni scritte ho avuto sempre questa idea, che avrebbe dovuto essere non tanto un Corso di Esperimenti, ma un Corso di Filosofia Sperimentale.

Per quanto riguarda gli Esperimenti di cose naturali, abbiamo posto ogni cura affinché fossero eseguiti davanti al Principe i più utili e i più eleganti, in cui egli ha tratto non meno Profitto che Divertimento. Essi lo hanno reso familiare con l’Industria della Mente umana, e le più nobili Invenzioni delle Arti; sia per scoprire i Segreti della Natura, o per adornarla, o per darle Assistenza. Ma cosa più notevole, Egli è stato messo in contatto con l’Arte della Natura stessa, o più veramente con la Provvidenza di Dio, che è al tempo stesso così manifesta, eppure così nascosta.

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